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Per comprendere meglio il Cyberbullismo abbiamo visto che cosa cercano i ragazzi nel Web.

Come si collega tutto questo con il tema del Cyberbullismo?

Proseguiamo con i video e le slide del secondo intervento da parte del Dr Ivan Ferrero, in merito al Ciclo di Conferenze “Il Corpo nella Rete”, organizzato dal Dr Freddy Torta all’interno della SIAB (Società Italiana di Analisi Bioenergetica).

 

Trascrizione:

1. Cyberbullismo: CONVERGENZA DI UN DISAGIO?

2. SFATIAMO QUALCHE MITO

3. SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO?

4. Il Web come amplificatore?

5. In quale Mondo vivono i nostri Ragazzi?

6. Quello strano luogo chiamato WEB

7. CHE COSA CI METTONO I NOSTRI RAGAZZI?

8. Emozioni: tra il virtuale e il reale

9. L’emozione è anche configurazione sociale, ed i sentimenti sono alla base della nostra Identità Digitale

10. ANATOMIA DI UNA VITTIMA – Forte correlazione con il disagio mentale: 32% disturbo dell’umore 15% depressione scarsa autostima

11. PERCHE’ IL BULLO? Desiderio di appartenenza, Polarizzazione di gruppo, De-umanizzazione del nemico, Influenza degli altri, Ricerca di un significato

12. Intervenire…ma come? Professionisti, Genitori, Sociale

13. Internet è un fiume: se vedete l’onda non scappate

14. I giovani dialogano con i loro dispositivi: il Digitale ha un perso sul Reale

15. I ragazzi spesso non distinguono tra Online e Offline

16. In Rete le difficoltà sono le stesse di ogni fase della Vita

17. I giovani sanno operativamente come funziona la Rete, ma sono le nostre competenze relazionali da passare a loro

18. Analfabetismo Sentimentale e l’Avere un Corpo

19. E se fossero necessari dei contaminatori positivi?

12. Il Viaggio continua: www.bullismoonline.it, www.latoscurodelweb.it, cyberbullying.us, oppure… ivan.ferrero1975@gmail.com

Termino con un video…

Lei si chiama Amanda Todd, a 15 anni si è tolta la vita, qualche tempo prima aveva pubblicato una richiesta di aiuto su YouTube.

La madre ha espressamente chiesto di non eliminare il video, in modo che esso rimanesse come memoria e monito.

Altri ragazzi hanno seguito il suo gesto, pubblicando video o post prima di togliersi la vita.

Alcune persone hanno commentato negativamente sostenendo che Amanda avesse fornito un esempio per togliersi la vita.

Io vi propongo un rovesciamento di prospettiva: il suo video non è servito da esempio per togliersi la vita, ma per chiedere aiuto prima di compiere il gesto.

La vera domanda quindi è:

Perchè non siamo stati in grado di ascoltarli?

E voi che cosa vorreste sapere di questo fenomeno?
Scrivetecelo nei commenti…e saremo felici di lavorare per voi! 🙂

Scritto da:

Ivan Ferrero

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