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Il Bullismo Online (Cyberbullismo) è un fenomeno in costante crescita, ma cosa c’è dietro?
E’ davvero come ci raccontano i media?
Che cosa si nasconde dietro questo fenomeno, e come possiamo noi adulti aiutare i nostri ragazzi?

Eccovi i video e le slide degli interventi miei e della Dott.ssa Motta al Ciclo di Conferenze “Il Corpo nella Rete”, organizzato dal Dr Freddy Torta all’interno della SIAB (Società Italiana di Analisi Bioenergetica).

Partiamo dal Disagio Adolescenziale (cliccate QUI per la parte specifica sul Cyberbullismo)…

Il Disagio Adolescenziale è una costante nella Storia dell’Uomo, e ad ogni generazione assume differenti connotati in relazione alla Cultura, alla Società, agli Artefatti.
Quali caratteristiche possiamo assegnare ad un Disagio Adolescenziale 2.0?
Quali sono i bisogni dei nostri ragazzi e quali richieste si celano dietro di esse?

Trascrizione:

1. I Grandi Naviganti del Web: gli Adolescenti I NAVIGANTI DEL WEB: GLI ADOLESCENTI

2. Navigare: percorrere uno spazio, con specificazione locativa o di modo Muoversi all’interno di una rete informatica.

3. L’adolescenza è: Trasformazione Tempo Crescita Cambiamento Identità Movimento Vita Conflittualità Relazione Amici Ricerca Contatto Integrazione Curiosità Famiglia Sorpresa Novità Amore Passaggio Scoperta Passione Sessualità Sogni Autonomia Dipendenza Adulti Web

4. Come dice Lowen: Noi siamo il nostro corpo. E il nostro corpo parla della nostra storia, di una storia relazionale. Le parole chiave sono: IL CORPO CHE CAMBIA IN RELAZIONE NELLA RETE

5. I giovani naviganti nella rete Sempre in contatto

6. Da una ricerca condotta da Microsoft in 11 paesi europei, Italia compresa, su 14mila utenti, presentata in occasione del Safer Internet Day 2010, la giornata europea per la sicurezza in Rete, emerge: il 79% dei teenager europei oggi ha almeno una propria pagina su un social network e il 43% ritiene sia pienamente sicuro postare e condividere informazioni personali attraverso i social media. Su l’Avvenire, il dr. Ballerini (psicoterapeuta e pedagogista)afferma: 9 minori su 10 navigano in rete quotidianamente e il 18% afferma di trascorrere online più di 3 ore al giorno (con l’8% dei bambini sotto i 10 anni che navigano più di 5 ore al giorno). Il 26% dei ragazzi intervistati ha dichiarato di utilizzare la rete per fare amicizia e l’8% possiede più amicizie in Web che nella vita reale.

7. Si stanno delineando due panorami differenti:
1) Ragazzi che hanno genitori, fratelli, insegnanti disponibili ad avvicinarsi con loro a questi nuovi mezzi
2) Ragazzi che passano molto tempo soli e non hanno molte occasioni di contatto o che hanno genitori a cui riesce difficile parlare del mondo tecnologico perchè si sentono incompetenti ed inadeguati

8. I RISCHI Nella rete si passa da una relazionalità reale ad una virtuale, nella quale il corpo scompare dietro una macchina: il computer. Il mostrarsi prende il posto dell’incontrarsi, il contatto prende il posto della conoscenza e dell’intimità nella differenziazione, Liberi dal con-tatto, si può così cambiare faccia e identità, NON VI E’ IL RISCHIO DI UNA RELAZIONE VERA

9. LA RETE PUO’ DIVENTARE L’ANESTESIA DEL CORPO Ci si nasconde dentro alla rete Si nasconde il corpo che sente, percepisce, tocca, odora, gusta, per ANNULLARE ogni sensazione ed andare nell’immaginazione, per andare nella mente. Si passa dal corpo reale al corpo virtuale basato solo sull’immagine.

10. IL CORPO NELLA RETE I Grandi Naviganti del Web: gli Adolescenti

11. Un’idea se la dai è perchè hai un piano per manipolare chi la riceve. Se la prendi significa che la stai rubando. Se te la tieni non è più un’idea. Le idee vivono solo se vengono buttate. Ogni idea è un ponte nel vuoto. Esistono idee che trasformano il vuoto in possibilità, ne esistono altre che chiudono ogni possibilità nel vuoto. Esistono quindi, idee di vita ed idee di morte. Le prime sono sempre praticabili a singhiozzo e pongono domande strane e offrono risposte imperfette. Le seconde sono perfettamente realizzabili e hanno solo risposte. La morte, infatti, non ha sfumature. Le idee stanno alle persone come la scrittura sta alla lingua che parliamo. Le idee senza le persone sono scarabocchi. Le persone senza idee non avranno mai NOSTALGIA DI FUTURO. (Massimo Buscema)

12. NOSTALGIA DI FUTURO L’adolescenza è il tempo in movimento, dove il passato non ingabbia il presente in futuri impossibili. Chi non vede ed elabora il proprio passato non può immaginare un futuro possibile. E’ l’adolescenza, il cambiamento, la trasformazione, la conflittualità per eccellenza. Il disagio di preadolescenti ed adolescenti sta nell’incapacità di immaginarsi registi dei propri sogni, là dove le relazioni con gli adulti significativi non sono in grado di sostenere la positività del conflitto, tra la tensione a crescere e il bisogno di rimanere in una tana rassicurante. Lo stare bene è il sapere accettare la conflittualità della vita, l’alternanza di vittorie e sconfitte, un’altalena che da sola risolve il cronicizzarsi delle situazioni.

13. Il DISAGIO giovanile è quell’insieme di manifestazioni patologiche quali: disturbi alimentari, uso di droghe, gioco d’azzardo, dipendenze da internet, bullismo ecc. Il disagio NON è un VIRUS ma il SINTOMO di qualcosa di più profondo. La fatica di esistere che ad un certo punto diventa un sintomo nasce molto prima del sintomo stesso e all’interno dei rapporti fondamentali della nostra vita. I rapporti fondamentali: FAMIGLIA-SCUOLA-LAVORO- CITTA’. Tutti questi ambienti comunicano tra loro, sono in RELAZIONE

14. Quando il SINTOMO URLA si parla di CURA ma c’è un tempo nel quale, la fatica di esistere si coltiva; è in quel tempo che occorre intervenire attraverso la PREVENZIONE. PREVENIRE significa arrivare prima che qualcosa di brutto avvenga e fare in modo che non avvenga. Bisogna agire all’interno delle relazioni fondamentali della nostra vita e diventare dei buoni ascoltatori.

15. IL SINTOMO non è causa di DISAGIO ma l’EFFETTO di un malessere che si è coltivato prima. Non si può pensare di cambiare il senso di una storia tagliando solo l’ultima battuta. Si crede che per stare bene basti avere un lavoro, degli amici, degli affetti. Ci vuole qualcosa in più: la capacità di incidere nella relazione con l’altro. Poter vedere prima cosa accadrà può far sì che scelte di morte si trasformino in scelte di VITA. Insegnare ai giovani l’AMORE, la PASSIONE per l’altro, considerando l’altro come una persona che ci può trasformare, che può CAMBIARCI.

16. La SALUTE secondo l’OMS è uno stato di equilibrio fisico, psicologico e sociale. (Spot MULINO BIANCO-stereotipo) La SALUTE è un alternarsi tra vittorie e sconfitte, tra una passione ed un’altra senza affezionarsi troppo all’una o all’altra. La SALUTE è la capacità di entrare nella testa dell’altro, imparare a mettersi nei panni dell’altro. La Salute è la capacità di passare dal IO DEVO al IO DESIDERO, IO PREFERISCO. DARE SPAZIO AL VOLERE DEFINISCE LA PROPRIA IDENTITA’.

17. Per esempio: noi crediamo di non essere importanti per nostro figlio perchè non ci ritorna quello che noi stiamo chiedendogli. Significa che ci parliamo addosso, che esiste un altro che non capisce per forza quello che gli diciamo ma che decide di capire quello che vuole o che può. Occorre concedere all’altro quello che vuole comprendere. Esempio: Attività preventiva nella scuola-campagna antidroga. La Comunicazione non va dalla bocca di chi parla ma alle orecchie di chi ascolta. Identificazione con l’eroe negativo. Accettare l’altro DIVERSO da me.

18. BATESON: L’IDENTITA’ E’ UNA DIFFERENZA CHE PRODUCE DIFFERENZA Le differenze creano mancanze quindi DESIDERIO, quindi cambiamento. Se l’altro non sente il desiderio di ciò che gli stiamo proponendo, l’informazione risulta nulla. I BISOGNI nascono nel SENTIRE le MANCANZE. Spesso i genitori, gli insegnanti, gli adulti in generale colmano le mancanze: “si danno continuamente risposte, cose ecc”

19. LE OPPORTUNITA’ Il bisogno dei giovani è sempre quello di ESSERCI. La rete soddisfa questo bisogno. Ed inoltre: socializzazione opportunità professionali abilità rete sociale Occorre conoscere gli effetti boomerang di un uso esasperato di internet e valutarne i rischi.

20. Concludo proponendo 4 principi che mi accompagnano nella professione e che mi aiutano nell’incontro con l’altro:
Principio di Complessità: fai qualsiasi cosa che aumenti le possibilità di vita degli altri
Principio di Attivazione: fai qualsiasi cosa che obblighi chi ti guarda a farne altre
Principio di Creatività: fai qualsiasi cosa che obblighi chi ti guarda a farne altre che non ha mai fatto prima
Principio di Crescita: fai qualsiasi cosa che, obbligando chi ti guarda a farne altre che non ha mai fatto prima, costringa te a cambiare idea. (Massimo Buscema)

21. Dr.ssa Antonella Motta Psicologa e Psicoterapeuta Esperta in tematiche famigliari e adolescenziali.
Contatti: 3457119050
E-mail: antonellamotta68@gmail.com

E voi che cosa vorreste sapere di questo fenomeno?
Scrivetecelo nei commenti…e saremo felici di lavorare per voi! 🙂

Scritto da:

Ivan Ferrero

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