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No Smartphone C’è un brillante studio: hanno sottratto a tutti i pre-adolescenti del gruppo i loro dispositivi digitali per cinque giorni e li hanno inviati in un campo estivo e testato le loro abilità interpersonali, e indovinate un po ‘, anche nei soli cinque giorni queste abilità erano cambiate!

Ma sarà realmente così?

Il team di ricerca guidato da Yalda Uhls ha studiato due gruppi di alunni in una scuola statale nel sud della California.

Entrambi avevano un’età media di 11 anni e hanno riferito che di solito spendevano davanti ai loro dispositivi elettronici una media di 4,5 ore al giorno, tra sms, TV e videogame.

Un gruppo di 51 bambini è stato inviato ad un campo di formazione outdoor di cinque giorni a 70 miglia al di fuori della California.

Dispositivi mobili, computer e televisori erano stati vietati.

I bambini hanno vissuto insieme in baracche, hanno partecipato ad escursioni, hanno lavorato come una squadra per costruire rifugi di emergenza.

L’altro gruppo di 54 bambini ha partecipato a cinque giorni di scuola come al solito.

All’inizio della settimana ad entrambi i gruppi sono stati somministrati due test psicologici.

Il primo riguardava l’identificazione delle emozioni mostrate attraverso fotografie di volti di attori.

Il secondo riguardava l’identificazione delle emozioni mostrate da personaggi in brevi video clip di situazioni sociali, in cui il suono era stato eliminato.

Alla fine della settimana, il venerdì, entrambi i gruppi hanno completato nuovamente i test.

Uhls e i suoi colleghi sottolineano il fatto che il gruppo del campo estivo era migliorato sul test dei volti rispetto al gruppo di scuola.

Il gruppo del campo estivo ha anche mostrato un miglioramento nei test video, mentre il gruppo scuola non ha mostrato tale miglioramento (i punteggi del primo gruppo sono aumentati dal 26 per cento al 31 per cento, il gruppo scolastico era rimasto allineato al 28 per cento).

Conclusione dei ricercatori: “Questo studio fornisce la prova che, in cinque giorni di interazione senza accesso ai dispositivo elettronici o supporti per la comunicazione, i preadolescenti hanno mostrato una comprensione verbale delle emozioni significativamente maggiore rispetto al gruppo di controllo.”

Purtroppo ci sono una serie di gravi problemi con questo studio, che rendono questa conclusione insostenibile.

Soprattutto, le esperienze dei due gruppi di bambini variavano in tanti modi differenti, a parte il fatto che ad un gruppo sono stati vietati i loro dispositivi, che è impossibile sapere quali fattori possano avere portato ad eventuali differenze tra i due gruppi.

È anche noto che il gruppo del campo estivo aveva ottenuto risultati peggiori durante le due prove all’inizio della settimana rispetto al gruppo di scuola.

Ad esempio, hanno iniziato con una media di 14 errori sul compito del viso mentre il gruppo scuola ha totalizzato una media di appena 9.

Forse i bambini del campo erano distratti perché erano eccitati o in ansia per la prossima settimana.

Non sappiamo perché i ricercatori non abbiano misurato altri fattori psicologici come l’umore o la motivazione.

Alla fine della settimana, i due gruppi hanno registrato un numero simile di errori sul compito viso.

In altre parole, i bambini del campo estivo senza tecnologia non hanno terminato la settimana con super capacità interpersonali, ma avrebbero semplicemente raggiunto il livello dei loro colleghi della scuola.

Possiamo anche speculare sul perché i ragazzi della scuola non hanno mostrato un miglioramento sul compito dei video, mentre i campeggiatori estivi lo hanno fatto.

Forse, dopo una lunga settimana di lezioni, i bambini del gruppo scuola erano stanchi.

I campeggiatori, al contrario, potrebbe essere stati energizzati dopo una settimana all’aria aperta con gli amici.

La tecnologia potrebbe non aver avuto nulla a che fare con i risultati dell’esperimento.

Altre incorrettezze dello studio sono più generici, ma altrettanto gravi.

I bambini non sono stati randomizzati.

Non c’è alcuna menzione sul fatto che i somministratori delle prove fossero a conoscenza su come i bambini erano stati assegnati e a quali condizioni, né sugli obiettivi dello studio, cosa che introduce il rischio che potrebbero avere inavvertitamente influenzato i risultati.

In tutta onestà, Uhls e il suo team ammettono molte di queste carenze, ma sostengono anche che ciò non impedisce loro di interpretare i loro risultati in linea con le loro convinzioni precedenti circa i probabili effetti nocivi delle tecnologie digitali.

Essi inseriscono i loro risultati nel contesto più ampio dei rischi della tecnologia, e sperano che il loro articolo sarà “un invito all’azione per la ricerca che accuratamente e sistematicamente esamina gli effetti dei media digitali sullo sviluppo sociale dei bambini.”

Per quanto la ricerca qui citata abbia delle imperfezioni che potrebbero minarne la validità, essa ci aiuta a rilevare delle possibili criticità derivanti dall’utilizzo delle nuove tecnologie da parte dei nostri ragazzi e ci indica la direzione da seguire se vogliamo comprendere davvero la problematica ed aiutare i nostri figli. Le stesse “falle” inoltre ci testimoniano la complessità del fenomeno e ci mostrano come non sia possibile studiare il rapporto tra i nostri ragazzi ed i loro dispositivi senza utilizzare un approccio sistemico. Ad ogni modo comprendere se e come l’utilizzo dei dispositivi digitali porta ad effetti significativi sulla gestione dell’umore è di fondamentale importanza per progredire nella lotta e nella prevenzione del Bullismo Online.