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Effects of a Multitasking BrainPer la prima volta, i neuroscienziati hanno scoperto che le persone che fanno uso di più dispositivi contemporaneamente hanno minore densità della sostanza grigia in una zona del cervello associata al controllo cognitivo ed emotivo.

Utilizzare computer portatili, telefoni cellulari e altri dispositivi multimediali nello stesso momento potrebbe risultare in un’atrofizzazione di importanti strutture nel nostro cervello.

In questo caso per multitasking si intende ad esempio l’ascolto di musica durante la riproduzione di un videogioco, o guardare la TV mentre si effettua una telefonata o addirittura legge il giornale mantenendo la televisione accesa.

Kep Kee Loh, autore principale dello studio, ha affermato:

Il media multitasking sta diventando sempre più diffuso nella nostra vita e vi è una crescente preoccupazione per il suo impatto sulla nostra cognizione ed il benessere emotivo e sociale.

Il nostro studio è stato il primo a rivelare una connessione tra il media multitasking e la struttura del cervello.

Lo studio ha utilizzato le scansioni del cervello delle persone insieme a un questionario sul loro uso dei dispositivi multimediali, giornali e televisione.

Le persone che più hanno rivelato operare il multitasking attraverso l’utilizzo di diversi media avevano una minore densità della sostanza grigia nella corteccia cingolata anteriore (acc).

Questa parte del cervello è coinvolta nel controllo cognitivo ed emotivo: cose come l’empatia, il processo decisionale e come trattiamo i premi.

Lo studio, in accordo con una ricerca precedente, suggerisce che il media multitasking è associato a problemi emotivi come ansia e depressione, così come problemi cognitivi e scarsa attenzione.

I ricercatori hanno scoperto che questa associazione non aveva nulla a che fare con la personalità dei partecipanti.

Entrambi gli autori si sono affrettati a precisare che si tratta di uno studio preliminare che ha scoperto solo un collegamento: esso non ci dice che cosa sta causando cosa.

Ad esempio, potrebbe essere che quelli con un più piccolo ACC sono più inclini all’utilizzo del multitasking, non che il multitasking è causa di questi cambiamenti nel cervello.

Lo stesso Loh ha affermato:

I meccanismi esatti di questi cambiamenti non sono ancora chiari, anche se non si può escludere che gli individui con un piccolo ACC sono più sensibili a situazioni multitasking grazie alla debole capacità di controllo cognitivo o di regolazione socio-emotiva, e d’altra parte è altrettanto plausibile che i livelli più elevati di esposizione a situazioni multitasking porti a cambiamenti strutturali nella ACC.

Dovremo attendere ulteriori studi longitudinali in grado di seguire le persone nel tempo.

Questi ci permetteranno di esaminare come multitasking e strutture cerebrali cambiano, e ci potranno dare un altro indizio di questo intrigante puzzle.

Via www.spring.org.uk

Immagine di Loh & Kanai (2014)

Sono pochi fino ad ora gli studi che analizzano a fondo la connessione tra l’utilizzo delle nuove tecnologie ed il nostro cervello: spesso ci si sofferma agli aspetti sociali e relazionali, quindi senza interessare le Neuroscienze.

Trovo quindi questa ricerca degna di nota per vari motivi:

  • Aggiunge un tassello alla comprensione di come il nostro cervello possa venire influenzato dai dispositivi che utilizziamo, o comunque ne scopre una connessione
  • Ci permette di indagare fenomeni quali il Cyberbullismo o la Dipendenza da Internet entrando nel merito di una maggiore scientificità
  • Ci aiuta a comprendere molte dinamiche giovanili che si stanno diffondendo nella nostra Società

Per ciò che riguarda il Bullismo Online ad esempio potrebbe farci scoprire un’importante correlazione con la mancanza di empatia che caratterizza il cosiddetto Cyberbullo.

Ci aiuta anche a capire il perchè della sempre maggiore difficoltà da parte dei nostri ragazzi di mantenere la concentrazione dell’attenzione ed una sempre maggiore incapacità a gestire le proprie emozioni, fattore che contribuisce a fargli assumere comportamenti molto aggressivi o comunque caratterizzato dall’atteggiamento istintuale di attacco e fuga.