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CyberbullyingMentre tutto il mondo sta parlando di cyberbullismo, dobbiamo discernere la realtà (numeri) dalla percezione (quello che pensiamo).

Una ricerca condotta da Dan Olweus, PhD, della University of Bergen, in Norvegia, ci dice che il bullismo online negli USA è meno frequente rispetto al bullismo tradizionale.

Nel campione della ricerca è emerso che il 18 per cento degli studenti erano stati verbalmente vittima di bullismo, mentre circa il 5 per cento ha affermato che erano stati vittima di cyberbullismo.

Sebbene chiedere ai giovani se siano stati vittime di cyberbullismo oppure no possa essere uno strumento di ricerca debole (possiamo ipotizzare che alcuni ragazzi non hanno avuto il coraggio di esporsi, alterando in qualche modo i risultati della ricerca), il risultato è sicuramente interessante.

Non solo: altre ricerche hanno mostrato che dall’80 per cento al 90 per cento degli studenti vittime di cyberbullismo sono stati esposti anche alle forme più tradizionali di bullismo.

Questo ci conduce ad altri numeri:

Il cyberbullismo raramente è l’unico fattore individuato nei casi di suicidio di adolescenti dovuti a questo problema.

Una ricerca presentata il 20 Ottobre 2012, presso l’American Academy of Pediatrics (AAP) National Conference and Exhibition a New Orleans, ci mostra un modello più complesso.

In 41 casi di suicidio identificati dalla ricerca il 78 per cento degli adolescenti che hanno messo in atto il gesto è stato vittima di bullismo sia a scuola che online, e solo nel 17 per cento dei casi si è trattato di puro cyberbullismo.

E’ stata rilevata anche una correlazione con il disagio mentale: nel 32 per cento dei ragazzi è stato diagnosticato un disturbo dell’umore, ed i sintomi della depressione in un ulteriore 15 per cento.

Questi numeri ci dimostrano come il Cyberbullismo sia solamente un pezzo di un enorme puzzle.

Quindi Cyberbullismo e bullismo tradizionale sono lo stesso fenomeno?

Sono due parti dello stesso modello, tuttavia non sono la stessa cosa:

Il bullismo tradizionale (qui intendiamo il bullismo scolastico) presenta 3 parti in gioco:

  • uno sbilanciamento di potere tra bullo e vittima
  • un atteggiamento proattivo nello scegliere la vittima e nell’organizzare l’evento
  • l’aggressione in corso

E tre ruoli:

  • la vittima
  • il bullo
  • il testimone

Mentre nel bullismo tradizionale i confini tra questi ruoli sono molto netti, nel cyberbullismo sono più fluidi, tanto che lo stesso adolescente può ricoprire più di un ruolo.

Che cosa possiamo fare per risolvere il problema?

Nonostante il cyberbullismo ed il bullismo presentino caratteristiche differenti, essi devono essere trattati come parti dello stesso Sistema.

I programmi utilizzati per prevenire il bullismo tradizionale sono inutili nel caso del cyberbullismo, in quanto gli adolescenti non equiparano queste due forme: solitamente tendono a minimizzare il cyberbullismo.

Abbiamo quindi bisogno di nuovi strumenti, forse strumenti 2.0?

Che cosa ne pensi?

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