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Adolescenti e privacy sono due termini spesso in forte contrasto tra loro.

Non solo i nostri ragazzi aprono numerosi account per sperimentare giochi, applicazioni per cellulare, e nuovi social network, si scambiano le password, ma dimenticano anche facilmente le credenziali di accesso del loro indirizzo email, obbligandoli a crearne di nuovi per registrarsi nuovamente sui loro canali Web preferiti.
Gli account vecchi vengono subito dimenticati.

Ma come ben sappiamo noi adulti Internet non dimentica, e il risultato sono centinaia se non migliaia di tracce lasciate dai nostri giovani, dove ogni micro-traccia rappresenta un frammento della loro vita online, e di conseguenza anche della loro vita offline.

Tutta questa frammentazione induce l’adulto in inganno, in quanto ci da la percezione che sia impossibile per un malintenzionato riuscire a mettere insieme dei pezzi significativi delle vite dei nostri ragazzi, tali da poterne costituire una minaccia.

Ma sarà davvero così?

Lo abbiamo chiesto a Gianluca Markos e Luca Zamboni, ideatori del portale gratuito Identità Digitale Defender, che potete trovare su www.identitadigitaledefender.cloud , e con la quale stiamo stringendo delle collaborazioni per aiutarti nel difficile compito della gestione della vita online dei tuoi figli.

La piattaforma, che come abbiamo già accennato è gratuita, ti permette di risalire agli account lasciati aperti e dimenticati dai tuoi figli attraverso un dato semplicissimo: l’indirizzo email.
Non solo: ti permette anche di cancellarti facilmente dai servizi Web che non utilizzi più, e ti mette a disposizione un team di esperti, tecnici, avvocati, noi di Bullismo Online in quanto psicologi, per rispondere ai tuoi dubbi.

Ovviamente suggeriamo la piattaforma anche per noi adulti!

Non ci resta che lasciarvi alla nostra intervista, in cui Gianluca e Luca ci spiegano quali rischi corrono i nostri figli nel lasciare così tanti account aperti, e quali sono i servizi offerti dalla loro piatatforma, che vi invitiamo a visitare su www.identitadigitaledefender.cloud.

 

Parliamo di Identità Digitale e Privacy. Spesso negli ultimi anni sono stati contrapposti i concetti di ID digitale e privacy sul web. Quali sono i motivi, secondo la vostra esperienza?

Allora possiamo parlare di Identità Digitale Defender! Perdonami la battuta iniziale… ma il nostro servizio è pensato per rigenerare e confermare la corretta comunione tra i due concetti citati.

Identità digitale & privacy. www.identitadigitaledefender.cloud nasce con queste due parole chiave nel DNA.  Troppo spesso negli ultimi anni sono stati contrapposti i due concetti sul web.

La necessità di gestire in privacy le scelte dell’utente e le sue navigazioni web sono state spesso additate come ostacolo per la gestione di un’identità digitale univoca.

Per descriverti l’utilità del nostro servizio parto all’idea di base: un indirizzo email rappresenta un identità digitale.

Spesso si ha la tendenza  a creare più identità per servizi diversi. Si spera in questo modo di prevenire i sempre più numerosi episodi di reati online (cyberbullismo, furti d’identità, altri..). Molto spesso però quest’ assioma non è del tutto vero. La frammentazione dei nostri dati personali pubblicati sul web diventa facilmente ricomponibile. Spesso è possibile risalire all’identità reale dell’intestatario delle mail.

Spesso la frammentazione dei dati ne rende anche più difficile la gestione futura. E’ in questi segmenti che possono e trovano spazio il furto d’identità e terreno fertile le prepotenze dei cyberbulli.

Quindi non resta che ricredersi e mettere un po’ in ordine la propria presenza on-line unificando le proprie utenze dove ritenuto opportuno e utile. In questo modo il controllo dei dati sarà sempre nelle mani del Cittadino del web che potrà decidere a chi concederne l’uso.

Identità Digitale Defender servizi

Eppure si ha l’idea che, creando differenti account e pubblicando in ognuno di essi solamente un pezzo della nostra Persona, sia impossibile o estremamente difficile ricomporre la mia Vita e i miei dati, e sfruttare queste mie informazioni a mio danno.

Come accennato in precedenza questa credenza “popolare” è totalmente falsa. Con un termine alla moda direi che è una bufala. Troppo spesso ci illudiamo di questa non tracciabilità. In realtà siamo continuamente tracciati da Governi ed Aziende. E fin qui è una cantilena sentita mille volte per tutti.

Ma quanto è facile per un individuo trovare informazioni che ci riguardano sul web e riprodurre la nostra identità?

Identità Digitale Defender risponde con la pratica. Il motore d’indagine preliminare si basa su una logica di funzionamento frutto di approfonditi studi di settore e trova fondamenta in un concetto semplice ed intuitivo che vi ho già descritto precedentemente. Ogni email rappresenta univocamente un identità digitale.

La scansione di numerose risorse in rete restituisce il dettaglio di link dove compaiono informazioni riservate. Una successiva scansione dei link trovati permette facilmente la ricostruzione di informazioni a volte sufficienti a ricomporre, ad esempio, i dati utili ad un documento d’identità. Documento da ordinare successivamente sul mercato clandestino. O informazioni usabili semplicemente per rovinarci l’immagine o per aggressioni virtuali. Spesso è da questa esposizione che nasce la possibilità del verificarsi di fenomeni di bullismo on line o abusi di altro genere.

La conoscenza dell’ambiente web e mobile ci ha quindi permesso di concettualizzare e disegnare un percorso individuale di controllo per la privacy e sicurezza dei propri dati sul web e dei propri account, servizi e device connessi. Diciamo che in modo naturale l’utente ricostruirà, in completa autonomia, una mappa reale della sua vita digitale. Il tutto senza mai condividere nemmeno una password dei suo profili con il nostro sistema.

In altre parole ognuno si troverà nella torre di controllo dei suoi dati con una procedura semplificata per muoversi tra le configurazioni di privacy su centinaia di servizi web ed applicazioni. Gli unici dati personali che passano dai nostri sistemi sono quelli che l’utente ha disseminato sul web su siti di terze parti.

Identità Digitale Defender social network

In che modo questa frammentazione delle mie informazioni può essere ricomposta da un ipotetico male intenzionato? Quanto è facile?

Potrei fare mille esempi. Ti giro invece un post di un utente su FB. Scelgo questo tra le nostre storie utente perchè, occupandoti nello specifico di cyberbullismo, immagino che i tuoi lettori siano comunque nella sfera della scuola. Poichè a breve, come sai, abbiamo in progetto il lancio di alcuni contenuti didattici per l’educazione digitale nelle scuole ho piacere a risvegliare l’attenzione di chi potrà esser veicolo d’innovazione per l’educazione delle future generazioni. I docenti. La protagonista della nostra storia è un’insegnante.

Identità Digitale Defender per le scuole

Molti genitori sono tranquilli in quanto i loro ragazzi tendono a creare numerosi account, anche sulla stessa piattaforma social, e con indirizzi email differenti, ma poi non li utilizzano, di fatto non condividendo informazioni che potrebbero essere prelevate e utilizzate a loro danno. Che cosa vi risulta, analizzando i dati della vostra piattaforma?

Scusami se prima di rispondere ho “sorriso” così calorosamente. Sarebbe opportuno dilungarsi nello spiegare la totale inconsistenza della misura di tutela della privacy messa in atto. Almeno dal punto di vista della sicurezza informatica.

Facciamo così… per non annoiarti eviteremo di parlare di tecnologia. Ti faccio un semplice ragionamento e lascio a te ed ai lettori la logica conseguenza.

Saresti tranquillo se tuo figlio/a avesse un gruppo di amici che conosci e vede apertamente in piazza, a scuola e al campo di calcio? Credo di sì.

E se contemporaneamente avesse frequentazioni, nel paesino o quartiere vicino, di cui tu non sai nulla? Suppongo di no.

Portiamo quest’esperienza sul web. Ed ecco che ritrovi il tuo ragazzo/a con numerosi profili social. Uno condiviso con la realtà della piazza-scuola-campo (e quindi con te). E gli altri account? Chi “frequenta” con quei profili fantasma?

Ritornando al paradigma tra identità digitale unica e privacy di cui parlavamo poco fa, è chiaro che in una situazione appena descritta quello che ne sa di meno è proprio il genitore. Colui che dovrebbe vigilare ritrova davanti a se un identità frammentata.

In che modo un eventuale cyberbullo potrebbe utilizzare questi dati apparentemente privi di significato “umano”, e utilizzarli contro i nostri ragazzi?

Potrei farti decine di esempi di reati partendo solo dall’esposizione, ad esempio, del tuo codice fiscale sul web. Mi soffermo però a un caso più comune. Molto comune. Ti racconto una storia vera.
La giovane vittima (la chiamerò Gennaro, per simpatia) non ha protetto idoneamente in privacy i contenuti del suo profilo e non ha utilizzato gli strumenti che i social mettono in campo per proteggersi dagli abusi. Sia chiaro che Gennaro è un ragazzone grande e grosso di 15 anni ed è molto timido. E’ fortissimo a giocare a basket e tutti a scuola lo conoscono per quella qualità. Un giorno Gennaro discute in campo con il bullo per un grave fallo subito dal suo compagno di squadra Carlo. Il bullo della scuola, pur non essendo tra i suoi amici sul social, ha potuto scoprire che Gennaro è appassionato di balletto ed ha potuto copiare le sue immagini che lo ritraggono durante un saggio. Qui cominciano i suoi guai. Il bullo ha appena postato sul gruppo social, con tutti i compagni di scuola iscritti, un link al profilo di Gennaro e un commento: Ma Gennaro e Carlo fanno anche balletto insieme? Tutti ne parlano… “ridacchiano” tra loro al suo passaggio…

p.s. Per chi ama il lieto fine, oggi il profilo di Gennaro è in privacy e i commenti sotto le sue foto rimossi dal social. Lui gioca in serie A2. Il bullo ha avuto modo di riflettere ed oggi è impegnato nel sociale con diverse associazioni.

Quali opportunità offre la vostra piattaforma a riguardo? In che modo può aiutarci a proteggere i nostri ragazzi?

Identità Digitale Defender offre un percorso completo ed unico nel suo genere. Un sistema che mira alla collettività per la difesa dell’individualità. Paradigma social. Nessuno offre gratuitamente lo stesso servizio. Siamo orientati alla collettività ed il nostro framework è stato progettato in privacy by design e default. Il che vuol dire che è un servizio web già conforme alle nuove norme europee per la protezione dei dati personali. Quelle famose norme che entreranno in vigore da Maggio 2018. 

I ragazzi, i loro genitori ed i docenti (in generale i Cittadini del web) possono controllare e prevenire spiacevoli situazioni tutelando la loro identità digitale. Il tutto senza dover mai condividere l’accesso ai loro profili alla nostra piattaforma. Praticamente tutti i servizi di reputazione digitale e difesa della privacy hanno uno schema che fondamentalmente viola i principi per cui, in teoria, sarebbero stati progettati: difendere l’utente dalla diffusione dei suoi dati. O meglio legalmente non violano nulla ma chiedono agli utenti il consenso per l’accesso ai loro profili per “monitorarli” ed avvisarli in caso di pericolo. Che poi dietro ci sia un operatore o una fantomatica IA (intel. artificiale) poco importa. Facile monitorare qulcuno stando al suo fianco in camera da letto. Non trovi anche te?

Ma la sua privacy? A buon intenditore poche parole..

Con Identità Digitale Defender l’utente è l’unico che può intervenire nel monitoraggio. Tutto è pensato per non chiedere i suoi dati ma per offrire semplicità operativa nelle quotidiane azioni di controllo, prevenzione e tutela della propria identità sul web. L’utente è al centro di comando e la nostra squadra di esperti e consulenti sono disponibili ad approfondire e sostenere le richieste di coloro che da soli non sono riusciti a metter in sicurezza il loro profilo o hanno altre tipologie di problematiche che necessitano di consulenze specifiche, come quelle tecniche, psicologiche o legali. La collaborazione con alcuni professionisti di settore ha permesso alla nostra utenza l’accesso ad una serie di servizi d’orientamento e tutela erogati direttamente dai nostri partner selezionati.

Identità Digitale Defender esperto risponde

In tal senso sarei veramente felice di averti nel progetto. Il supporto psicologico è un elemento fondamentale per una corretta reazione, delle famiglie e dei ragazzi, ad eventi di cyberbullismo. Tema che certamente non mancherà tra le necessità della nostra utenza. Anche viste le leggi che saranno messe in atto da questo nuovo anno scolastico e la necessità di formazione sul tema.

Con IDDefender inoltre è possibile pensare a dei percorsi didattici con cui la scuola sarà supportata nella preparazione di una educazione digitale di base. Presto rilasceremo dei contenuti didattici (sempre gratuiti) con video e focus anche sul cyberbullismo da distribuire nelle scuole per affiancare l’insegnamento del puro e semplice buon senso digitale. Inoltre ho notato che sempre più scuole di formazione per docenti ci richiedono informazioni per effettuare corsi con i nostri materiali per le nuove figure “referente cyberbullismo” e “responsabile dei dati”. Siamo ovviamente in sintonia con queste richieste e abbiamo già avviato alcune collaborazioni con un paio di scuole. Credo che da Ottobre diverse realtà potranno beneficiare delle nostre consulenze specifiche. Siamo aperti alle richieste di collaborazione. Basta scrivere a contact.us@identitadigitaledefender.cloud.

Direi che rimane da aggiungere solo un sensato invito ad iscriverti anche te al nostro servizio e a far conoscere  www.identitadigitaledefender.cloud .

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